La prima uva

di Alberto Bregani

PrimaUva
La prima uva. La chiamo così, forse sbaglio. Ma dopo tutti questi mesi passati nelle vigne a scoprirne e raccontarne cambiamento e trasformazione, dai tralci nudi e senza verde a quelli ormai rigogliosi e in piena salute di questi giorni, per la prima volta risceo a vedere il colore del grappolo che da sempre si ha negli occhi, fin da piccoli. Mi dice Marco, uno degli enologi di Petra, che il fenomeno che sto osservando tipico del periodo di passaggio da luglio ad agosto, si chiama invaiatura; in senso letterale, mi spiega, questo termine indica il processo di viraggio del colore – dal verde acerbo a questo rosso scuro, appunto – che le varietà a bacca pigmentata subiscono all’inizio del processo di maturazione e che ci porterà dritti dritti fino alla vendemmia. Camminare tra i vigneti di questi tempi, specialmente la mattina presto, è uno spettacolo: ogni filare, ogni varietà, ogni grappolo è diverso per composizione e colorazione; ognuno cambia e si trasforma in base alla posizione, alla quantità di foglie che lo circonda, all’esposizione alla luce. Molti ancora sono un bellissimo mix tra rosso e verde; altri hanno quasi preso l’aspetto definitivo. Ognuno è un piccolo quadro colto e raffigurato nel mezzo del proprio viaggio verso il momento della vendemmia. Qualche settimana ancora e si inizierà a testarne le caratteristiche per capire quando dare il via alla raccolta. Nel frattempo, tutto lo staff composto degli enologi, degli agronomi e di quanti dedicati ai vigneti, rimarrà attento e vigile: un occhio su ciascun acino, per monitorarne la corretta trasformazione e maturazione, e un altro al cielo, sperando nella buona sorte meteorologica. Mentre siete a Petra, in questi giorni, durante una vostra visita, non mancate di osservare i grappoli che scorrono vicino a voi, mentre camminate dall’entrata verso la cantina.  Sono certo ritroverete queste mie parole. La prima uva, un po’ come il primo amore, non si scorda mai ;-)