Petra. Un Viaggio

Il viaggio è terminato a novembre 2014 | Per info visita www.petrawine.it

Categoria: Storie

Sera di vendemmia

Petra_Sera
Le cassette per la raccolta sono nuovamente ordinate e pronte sotto i filari, in attesa di domani, quando saranno riempite da mani sapienti che sanno accarezzare l’uva. Il rumore dei trattori, dei loro andirivieni tra le vigne e la cantina, si è ormai dissolto nell’aria. Sono tutti tornati alle proprie case a riposare, dopo questa lunga e faticosa giornata. Lunga e faticosa come quelle che si susseguono durante la vendemmia, ma che non sono avare né di parole né di sorrisi. Ho seguito un po’ i ragazzi e le ragazze oggi, per conoscere di più di questo loro prezioso lavoro; c’è una bella atmosfera tra i filari, nonostante la grande fatica nello stare piegati a raccogliere per tante ore. Di tanto in tanto ci si ferma per un sorso d’acqua, una pausa per il pranzo all’ombra di qualche grande albero e poi si riprende. Anche in cantina c’è un grande fermento; si scaricano le cassette che arrivano dai vigneti, si selezionano i grappoli, si separano gli acini e i raspi e tutto finisce nelle vasche che per qualche giorno o settimana faranno riposare il mosto. E così, giorno dopo giorno. Fino all’ultimo grappolo. In questa sera di vendemmia, seduto su un prato ripenso a tutto ciò. Nel grande silenzio di Petra. Un luogo unico, dall’aria profumata che arriva dal mare, che incontra la terra. Un luogo magico come la sua luce, che mi riempie gli occhi e mi riscalda l’anima.

Petra 2011: tre bicchieri, mille sorrisi

BrindisiE’ nel pieno della vendemmia che arriva la notizia: “Petra 2011” ottiene i tre bicchieri nella nuova edizione della guida vini del Gambero Rosso 2015. Un riconoscimento di assoluto valore che premia il grande lavoro di anni di tutto il team di Cantine Petra. Una squadra di professionisti di qualità, un gruppo di persone che ha alla base passione per questo lavoro e amore per la terra. Questa terra. Sono veramente molto felice di aver vissuto questo momento proprio qui, in diretta e nel cuore della vendemmia, insieme a loro: dagli enologi, ai cantinieri, ai responsabili di vigna e a tutti coloro che ogni giorno danno il meglio per contribuire a tali risultati. E insieme anche a Francesca Moretti, Amm.re delegato delle quattro cantine del Gruppo Terra Moretti, presente a Petra in questi giorni.  “E’ bellissimo – mi dice, non senza emozione. – Dopo anni di grande lavoro ad altissimo livello, non solo con il Petra ma anche con altri vini della Cantina, ci tenevo a raggiungere un risultato così; ci tenevo naturalmente per il Gruppo ma anche per lo staff che da anni mi affianca e mi supporta nelle scelte, e per coloro che sono in vigna ogni giorno. Questo è il vino delle nostre più grandi aspettative; è il vino del miglior connubio tra Cabernet Sauvignon e Merlot, che parla di Mediterraneo, di Toscana. E’ il vino della nostra terra.. Ma avremo tempo di parlarne nei prossimi giorni, ora andiamo a festeggiarlo“. In pochi minuti, tra un passaparola e qualche telefonata, tutti sono chiamati a raccolta per un brindisi volante nel cortile dove arriva l’uva, tra uno scarico cassette e l’altro, tra i nastri per la pigiatura e le macchine per la diraspatura: c’è un premio, i Tre Bicchieri. Ma molti di più sono i bicchieri che si levano in alto per celebrarlo. E mille i sorrisi che rimarranno a lungo sui visi di tutti. Ora via di nuovo, ai propri posti di vendemmia, con gli occhi sempre attenti… e il petto un po’ più gonfio ;-) Cin, salute, evviva!

Petra. Cantina verde.

Petra_Laghetto

Clicca per ingrandire | Fotografia alta definizione | ©Tutti i diritti riservati

Gentili amici di viaggio, oggi vorrei portare la vostra attenzione su un aspetto del quale non abbiamo mai parlato finora: l’ecosostenibilità di questo luogo ovvero di quando e come tecnologia, innovazione ed ecologia si incontrino qui a Petra, e di quanto la Famiglia Moretti sia sensibile alle tematiche relative all’ambiente. Petra, si sa, a partire dal progetto di Mario Botta, era già una cantina unica per tecnologia ed architettura. Ma evidentemente questo non era sufficiente a porre l’accento su questa unicità. Si è cosi deciso nel 2010, per alimentare la Cantina e per renderla auto-sostenibile dal punto di vista energetico, di installare un impianto fotovoltaico galleggiante unico al mondo per dimensione e caratteristiche. Non mi dilungo ora sui dettagli ingegneristici di questo bellissimo e innovativo impianto – che potrete invece leggere in modo molto completo a QUESTO link  –  ma prendendo spunto proprio dall’articolo poc’anzi indicato, ricordo solo alcuni numeri e particolari che danno già l’idea dell’importanza e dell’affascinante “vision” di questa scelta.

Innanzitutto l’impianto è stato realizzato “sfruttando una struttura metallica galleggiante, posta su un bacino idrico, senza togliere terreno all’agricoltura […] E’ costituito da 880 moduli fotovoltaici che hanno un’inclinazione di 30° su una struttura galleggiante con una superficie di 2.500 mq nel laghetto artificiale per la raccolta di acque piovane. Un campo fotovoltaico di circa 3.850 m di superficie captante in grado di produrre 330.000 kWh annui, grazie all’utilizzo di un sistema d’inseguimento solare che ruota intorno a un asse centrale, con una resa superiore del 30% rispetto alla media degli impianti fotovoltaici. […]”. E infine, ma non certo di minore importanza, “la produzione di energia elettrica tramite l’impianto consente di evitare l’emissione in atmosfera di circa 3.100 tonnellate di CO2 in 20 anni […]”. Dal punto di vista “estetico” invece, e fotografico per quanto mi riguarda, questo impianto è perfettamente inserito nell’ambiente circostante, non è visibile dalla strada che passa non lontano e soprattutto se fotografato nel tardo pomeriggio, con il sole alle spalle, verso il corpo centrale della Cantina,  uno scatto azzeccato può dare delle grandi soddisfazioni, tra giochi di luce del cielo, del sole e delle nuvole, dei pannelli e dei riflessi nel bacino che lo ospita. Fateci una visitina a piedi una volta a Petra, sono certo vi piacerà. Il “verde” di questa scelta sarà sicuramente un aspetto in più, e non di poco conto, da considerare…  e anche una fotografia in più da poter scattare ;-) Ciao!

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Scatto effettuato con Silvestri Bicam, Rodenstock Apo-Ronar Digital 35mm HR & Hasselblad CFV-50 digital back | ©AlbertoBregani/Gruppo TerraMoretti

 

 

 

Montebamboli

casa_Bamboli

Montebamboli – Tenute Petra | ©AlbertoBregani


Sulla collina di Montebamboli,  a pochi chilometri da Petra, sul confine tra le province di Livorno e Grosseto, ci sono arrivato il tardo pomeriggio. Con in piedi su questo particolare terreno argilloso, rosso, ricco di minerali e ferro, dove il Sangiovese, il Cabernet Franc e, in piccola parte, il Petit Verdot crescono nelle migliori condizioni, non ho potuto esimermi dal farmi catturare fin dal primo secondo da un grandioso panorama a 360°, uno sguardo che parte dalla città medievale di Massa Marittima e arriva fino al mare, dietro di me, fino all’Elba e poi oltre fino alla Corsica. Ci sono arrivato il tardo pomeriggio perchè i vigneti sono molto “movimentati”; sono terreni sui quali i piedi non sono mai orizzontali e ci si muove sempre tra morbide salite e discese. Dal punto di vista fotografico, quindi, la luce radente e calda di quella fase di passaggio tra pomeriggio e sera, riesce a valorizzarne al meglio luci e ombre. Quella, inoltre, è anche l’ora nella quale le nuvole possono creare disegni particolari, cambiando di posto velocemente, aggregandosi in cumuli spettacolari o in delicati cirri a disegnare sbuffi sottili. E con questa speranza in testa e un occhio fisso al cielo, camminando su e giù per i vigneti, nel silenzio più totale, solamente una deliziosa brezza che spirava dal mare, sono andato alla ricerca del mio “punto” di scatto. Un punto dal quale poter raccontare in una sola immagine tutto questo: il movimento dei vigneti, l’unicità, la bellezza e la vastità del luogo, il suo silenzio, le nuvole. Il suo essere quasi irreale. Il punto alla fine l’ho trovato: ho atteso che le nuvole si mettessero d’accordo tra loro, che il sole mescolasse un po’  luci e ombre, e ho scattato.  Arrivederci Montebamboli, abbiamo ancora un bel po’ di cose da dirci ;-)

Petra | Montebamboli

Le colline di Montebamboli – ©AlbertoBregani

Cibo, Libertà e Umanità

Petra | Toscani

Non di solo vino si parla a Petra, in questo 2014. Si parla anche di Cibo, Libertà e Umanità. E’ questo, infatti, il titolo del particolare progetto del quale sono venuto a conoscenza nel corso di questo mio attuale viaggio. Un progetto corale che riunisce sotto la stessa visione Carlo Petrini (fondatore e presidente di Slow Food e Terra Madre), il fotografo Oliviero Toscani, e Vittorio Moretti (fondatore Gruppo TerraMoretti), per dare ampio risalto a un tema sul quale l’attenzione deve sempre essere alta: il cibo. Presentato a Petra a fine 2013, Cibo, Libertà e Umanità, come recita la presentazione scaricabile qui in pdf, è “una mostra di Oliviero Toscani dedicata al pensiero di Carlo Petrini. Un omaggio al lavoro della terra con uno sguardo al futuro. Per sottolineare che la diversità è un ingrediente fondamentale dell’identità“.  Questo Petrini-pensiero trova innanzitutto la prima, accurata, partecipata narrazione nelle pagine del suo recente libro intitolato Cibo e Libertà” (Giunti Editore). La mostra di Toscani è poi il suo divenire immagine, in un suggestivo percorso fotografico “…che illustra volti e cibi provenienti dai luoghi più lontani”. Il tutto ospitato in terra di Petra ovvero da Vittorio e Francesca Moretti che hanno sposato in toto l’idea, sia per il tema e la valenza del progetto fortemente legato alla terra, sia per la lunga amicizia che li lega a Petrini e a Toscani. Leggi il seguito di questo post »

I cieli di Petra

I cieli di Petra sono come un lungo respiro. Quando li guardi con il naso all’insù, ti passano sopra e se ne vanno lontano. Li vedi scomparire dietro l’Elba. Le nuvole ci viaggiano dentro, alcune volte in gruppi ordinati e ben distanziati tra loro; mi ricordano certi cieli americani, quelli che non finiscono mai. Altre volte le nuvole decidono di unirsi e proseguire insieme, formando dei grossi nuvoloni che si ingrandiscono sempre più, bianchissimi contro il sole nel loro punto più alto e neri come la pece verso il basso, quasi a sfiorare la terra. Succede spesso che portino con sé un breve temporale: tutto si fa scuro, il vento inizia ad alzarsi e il cielo a rumoreggiare. Ma così com’è velocemente arrivato, allo stesso modo ogni temporale se ne andrà, lasciando spazio al primo raggio di sole, che farà brillare il verde dei vigneti dei primi giorni di Maggio, appena bagnati dall’acqua.

Quando anche tu sarai a Petra siediti e guarda all’insù. Uno dei suoi cieli ti porterà lontano…

Petra_hipsta_cielo

Rosso di Petra

PETRA_RECEPTIONSi chiamano vigneti, ma io li chiamo “territori”. E’ una definizione che mi dà più il senso dello spazio. Sarà perchè io li giro tutti a piedi che mi sembrano così grandi ( ma poi lo sono davvero, grandi). Lo faccio più volte, e con luci e ombre sempre diverse, in lungo e in largo, tagliandoli in obliquo, passandoci in mezzo e poi ritornandoci dentro da un’altra parte e poi un’altra ancora, non solo perchè è l’unico modo per conoscere veramente ciò di cui devo raccontare, ma anche perchè è fondamentale per trovare le giuste inquadrature, per l’ispirazione, per pensare meglio. Quando poi la sera, dai territori più lontani – che per questioni di luce fotografo solitamente per ultimi – rientro passo dopo passo verso la casa che mi ospita, devo attraversare per forza la cima di una grande collina che divide in due il territorio di Petra. Ma sono sempre molto felice di questo passaggio perchè mi regala una vista speciale su tutto il suo corpo centrale, circondato dai vigneti. E succede sempre appena prima che il sole scenda nel mare che posso vedere in lontananza, tra l’Elba e la costa. Appena prima che tutto inizi a colorarsi di un rosso caldo e avvolgente. Un rosso pastoso che colora cielo, terra e aria. Il tempo di qualche riflessione su quanto fatto durante il giorno, che la collina con i suoi olivi è alle mie spalle. Sono già davanti a casa. La brezza serale ha cominciato a soffiare, la inspiro nel silenzio di un mondo che si è fermato e che riprenderà domattina presto. Poso treppiedi e zaino, mi siedo su un sasso e mi godo il momento. Rosso il cielo, rosso il mare e rossi questi muri. Rosso di Petra, rosso serenità.

Ritorno a scuola

Petra_schizzo_12aprMi guardo intorno e riconosco a me stesso di essere un po’ disorientato nel nominare, a un primo sguardo, i vari tipi di vigneti che vedo distendersi su decine di ettari di terreno. Do allora una voce ad Alberto – responsabile dei vigneti di Petra – che scorgo in mezzo a quello che più tardi scoprirò essere del Cabernet Sauvignon. Sono i primi giorni del viaggio e ho bisogno di capire meglio ciò che ho letto in questi mesi di preparazione riguardo a vino, vigneti, selezioni, tralci, piante, germogli etc.. Leggere va bene; ma camminare poi tra un filare e l’altro, sentire la terra sotto i piedi, fa una bella differenza. Devo prendere le misure del mio racconto, sintonizzarmi sulla vita che tutti i giorni succede qui a Petra, i suoi ritmi. Gli chiedo di darmi una mano a mettere in fila alcune cose; chi meglio di lui. Senza alcuna esitazione, con un grande sorriso e stringendomi la mano, mi porta a sedere intorno a un tavolo della casa che ospita la reception.  In un’oretta mi spiega come è composto il terreno di Petra, cosa succede in questo periodo dell’anno alle varie tipologie di vigneto e cosa succederà loro mese per mese, quali sono le operazioni che vengono effettuate dalle persone che vedo in giro dalla mattina presto, e tante altre cose delle quali prendo scrupolosamente appunti. Sa del mio progetto, sa cosa ho bisogno fare; gliel’ho spiegato. Intuisco anche sappia che più avrò chiare in mente certe cose, le sfumature, le attenzioni a certi particolari,  meglio potrò raccontarle attraverso le mie fotografie. E per essere sicuro che io capisca e abbia qualcosa da rileggere e rivedere in caso di dubbi vari, Alberto prende qualche foglio da un cassetto e inizia a disegnare, illustrandomi i passaggi più importanti per ogni “capitolo“. Alla fine della lezione mi accorgo che il racconto questa volta l’ha fatto lui, con grande professionalità e trasmettendomi la sua passione per questa terra che ha visto nascere e trasformarsi nel tempo.  Avrò ancora bisogno di Alberto, ne sono certo,  e mi auguro di essere un bravo alunno;  perchè qui a Petra, l’avrete intuito,  il “corpo insegnanti” mi pare di assoluto livello. E non voglio certo finire dietro la lavagna ;-)

Il primo buongiorno

A Petra ci sono arrivato la prima volta di notte e l’ho conosciuta la mattina successiva, molto presto, aprendo le imposte della finestra della camera in cui alloggiavo. Ho poi saputo essere una condizione privilegiata. Non tutti hanno infatti la possibilità di dormirci, a Petra. La totalità delle persone che visita la Cantina, arriva e se ne va durante il giorno, senza l’opportunità di vivere di questa specie di “effetto sorpresa”, pur rimanendo incantata da tutto ciò che vede in quelle ore passate al suo interno. Io invece, che per esigenze fotografiche ho la fortuna di potervi soggiornare, ci sono arrivato allo scoccare della mezzanotte. Leggi il seguito di questo post »