Petra. Un Viaggio

Il viaggio è terminato a novembre 2014 | Per info visita www.petrawine.it

Cibo, Libertà e Umanità

Petra | Toscani

Non di solo vino si parla a Petra, in questo 2014. Si parla anche di Cibo, Libertà e Umanità. E’ questo, infatti, il titolo del particolare progetto del quale sono venuto a conoscenza nel corso di questo mio attuale viaggio. Un progetto corale che riunisce sotto la stessa visione Carlo Petrini (fondatore e presidente di Slow Food e Terra Madre), il fotografo Oliviero Toscani, e Vittorio Moretti (fondatore Gruppo TerraMoretti), per dare ampio risalto a un tema sul quale l’attenzione deve sempre essere alta: il cibo. Presentato a Petra a fine 2013, Cibo, Libertà e Umanità, come recita la presentazione scaricabile qui in pdf, è “una mostra di Oliviero Toscani dedicata al pensiero di Carlo Petrini. Un omaggio al lavoro della terra con uno sguardo al futuro. Per sottolineare che la diversità è un ingrediente fondamentale dell’identità“.  Questo Petrini-pensiero trova innanzitutto la prima, accurata, partecipata narrazione nelle pagine del suo recente libro intitolato Cibo e Libertà” (Giunti Editore). La mostra di Toscani è poi il suo divenire immagine, in un suggestivo percorso fotografico “…che illustra volti e cibi provenienti dai luoghi più lontani”. Il tutto ospitato in terra di Petra ovvero da Vittorio e Francesca Moretti che hanno sposato in toto l’idea, sia per il tema e la valenza del progetto fortemente legato alla terra, sia per la lunga amicizia che li lega a Petrini e a Toscani. Leggi il seguito di questo post »

I cieli di Petra

I cieli di Petra sono come un lungo respiro. Quando li guardi con il naso all’insù, ti passano sopra e se ne vanno lontano. Li vedi scomparire dietro l’Elba. Le nuvole ci viaggiano dentro, alcune volte in gruppi ordinati e ben distanziati tra loro; mi ricordano certi cieli americani, quelli che non finiscono mai. Altre volte le nuvole decidono di unirsi e proseguire insieme, formando dei grossi nuvoloni che si ingrandiscono sempre più, bianchissimi contro il sole nel loro punto più alto e neri come la pece verso il basso, quasi a sfiorare la terra. Succede spesso che portino con sé un breve temporale: tutto si fa scuro, il vento inizia ad alzarsi e il cielo a rumoreggiare. Ma così com’è velocemente arrivato, allo stesso modo ogni temporale se ne andrà, lasciando spazio al primo raggio di sole, che farà brillare il verde dei vigneti dei primi giorni di Maggio, appena bagnati dall’acqua.

Quando anche tu sarai a Petra siediti e guarda all’insù. Uno dei suoi cieli ti porterà lontano…

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Filastrocca

Anche a Petra dopo la pioggia torna il sereno. E molte volte con un arcobaleno :-)

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Pioggia

Piove, a Petra. Acqua leggera di inizio maggio, che fa bene al vigneto, all’olivo e al granturco. Oggi riposerò, in attesa che la pioggia finisca di tamburellare alla mia finestra e le rondini tornino a volare da sotto il mio tetto.

Rain

I video di “Petra. Un Viaggio”

Parole e fotografia dicono molto. Ma un video può svelare altri dettagli interessanti o curiosi, specialmente se raccontati in presa diretta dai protagonisti. Ecco dunque, da oggi, la sezione dedicata ai video del nostro viaggio. Come quella fotografica, anche questa pagina si arricchirà di nuovi video man mano che proseguiremo insieme verso l’autunno. Sono ( saranno)  brevi video-racconti, con un format già testato con successo in altri miei progetti, che vi porteranno virtualmente nei luoghi degli scatti e che racconteranno alcuni piccoli segreti che stanno dietro la produzione di un vino o un olio di grande qualità. Sono video semplici, realizzati con un classico smartphone, senza alcuna pretesa cinematografica da concorso e assolutamente in “presa diretta”. Ma, senza presunzione alcuna, sono certo che faranno il loro dovere. Grazie e buona visione di questo primo video ;-)

La selezione dei germogli in un tralcio di Cabernet Sauvignon
(Alberto Simonelli, Resp. vigneti di Petra)

Nuvole e Sangiovese

Petra_sangiovese_fullIl Sangiovese, a Petra, è un vigneto che mi sta simpatico. E’ quello che vedo per primo, ogni mattina, aprendo la finestra della mia stanza: fresco, luminoso, esprime vita, gioia. Positività. E’ così verde, ora, perchè germoglia prima degli altri e si vendemmia dopo; regala quindi molto più colore in questo periodo di quanto non lo facciano altri vigneti (Cabernet Sauvignon e Merlot, per dirne due presenti a Petra). E’ poi un vino le cui caratteristiche organolettiche, che eredita da questa terra molto particolare, farebbero innamorare chiunque. Io ovviamente non faccio eccezione e ci sono cascato al primo ballon: “al naso sentori di terra e di sottobosco si alternano a precise note di confettura, cacao e ciliegia matura. Al gusto si evidenzia la grande traccia minerale, una trama tannica importante, ben equilibrata dalla dolcezza alcolica. Vino avvolgente, carico di struttura, la cui complessità aromatica guadagnerà senz’altro in distensione attraverso l’ulteriore affinamento in bottiglia…” così narrano di Alto, il grande Sangiovese di Petra, gli esperti. E posso confermare tutto, per quanto nelle mie capacità degustative.

Ma questo Sangiovese è speciale anche per un altro motivo, e molto più vicino alla mia natura di fotografo: è un vigneto che si sposa perfettamente con le grandi nuvole che ogni giorno lo sfiorano, muovendosi dal mare o verso di esso, a seconda dell’ora. E’ posizionato sul Poggio, un terreno in collina che pare toccare il cielo quando lo si guarda da sotto in su. E in questo modo, da sotto in su, io fotografo i suoi ordinati filari la mattina, prima di iniziare il mio giro, oppure il tardo pomeriggio prima di rientrare, con la luce alle mie spalle. Situazioni ideali che questo vigneto sa regalarmi ogni volta. Mi sembra dunque il minimo, al termine di una giornata di lunghe camminate e in attesa del fresco della sera, sedermi ai piedi di questa collina e sorseggiare un buon ballon di questo Sangiovese cosi generoso. Brindando alla sua salute e a questo bellissimo angolo di mondo.

(Scatto eseguito con Hasselblad 501c, Hasselblad digital back CFV-50, cf Sonnar 150/4 T* – 2014 ©AlbertoBregani)

Rosso di Petra

PETRA_RECEPTIONSi chiamano vigneti, ma io li chiamo “territori”. E’ una definizione che mi dà più il senso dello spazio. Sarà perchè io li giro tutti a piedi che mi sembrano così grandi ( ma poi lo sono davvero, grandi). Lo faccio più volte, e con luci e ombre sempre diverse, in lungo e in largo, tagliandoli in obliquo, passandoci in mezzo e poi ritornandoci dentro da un’altra parte e poi un’altra ancora, non solo perchè è l’unico modo per conoscere veramente ciò di cui devo raccontare, ma anche perchè è fondamentale per trovare le giuste inquadrature, per l’ispirazione, per pensare meglio. Quando poi la sera, dai territori più lontani – che per questioni di luce fotografo solitamente per ultimi – rientro passo dopo passo verso la casa che mi ospita, devo attraversare per forza la cima di una grande collina che divide in due il territorio di Petra. Ma sono sempre molto felice di questo passaggio perchè mi regala una vista speciale su tutto il suo corpo centrale, circondato dai vigneti. E succede sempre appena prima che il sole scenda nel mare che posso vedere in lontananza, tra l’Elba e la costa. Appena prima che tutto inizi a colorarsi di un rosso caldo e avvolgente. Un rosso pastoso che colora cielo, terra e aria. Il tempo di qualche riflessione su quanto fatto durante il giorno, che la collina con i suoi olivi è alle mie spalle. Sono già davanti a casa. La brezza serale ha cominciato a soffiare, la inspiro nel silenzio di un mondo che si è fermato e che riprenderà domattina presto. Poso treppiedi e zaino, mi siedo su un sasso e mi godo il momento. Rosso il cielo, rosso il mare e rossi questi muri. Rosso di Petra, rosso serenità.

Tra gli olivi

PUV_oliviCammino lento, lungo un tardo pomeriggio, circondato da vigneti immensi che si perdono all’orizzonte: merlot, sangiovese, syrah, cabernet sauvignon. Vedo tralci e piante ancora agli inizi, pressochè spoglie; ma qui ogni settimana il mondo inizierà a modificarsi, tingendosi sempre più di un verde rigoglioso e di una natura che prima o poi esploderà in tutta la sua magnificenza. Dovrò essere pronto a coglierne ogni passaggio. In lontananza, nei filari, scorgo uomini e donne che con il loro lavoro, da anni, in un religioso silenzio, donano ogni giorno a questa terra il loro amore e la loro passione. Mi avvicino loro per capire meglio il significato dei loro gesti: “ma hai visto quegli olivi?” mi dice uno di loro indicando dietro le mie spalle; “quelli lassù, sulla collina di fronte. Quelli devi fotografare. Sono olivi centenari…“. Sono olivi centenari, possenti, rigogliosi, veri protagonisti di uno strepitoso olio, uno dei due tesori di Petra insieme al vino, ovviamente. Scoprirò poi che sono quasi duemila, sparsi, oltre che nel punto che sto fissando,  per tutta San Lorenzo, nel comune di Suvereto, a 120 metri d’altitudine, su un terreno argilloso di 10 ettari. File e file di olivi che decorano nel più rigoroso ordine le colline non occupate da filari d’uva; e talvolta, con loro, si sfiorano quasi a intrecciarsi. Leccino, Frantoiano Moraiolo: queste le varietà presenti a Petra, oltre ad un’altra autoctona, altrettanto pregiata, che si chiama con il buffo nome di “Pendolino”. Poso il mio treppiedi e il mio zaino nei pressi di un angolo di grande bellezza. Penso sia tempo di una fotografia. Il sole si sta abbassando, la luce è quella giusta e le nuvole mi aiuteranno in questo omaggio. Tra gli olivi di Petra l’ispirazione non manca..

(Scatto eseguito con Hasselblad 501c, cf Planar 80/2.8, Ilford fp4+, filtro giallo Lee #08 – 2014 ©AlbertoBregani)

 

Ritorno a scuola

Petra_schizzo_12aprMi guardo intorno e riconosco a me stesso di essere un po’ disorientato nel nominare, a un primo sguardo, i vari tipi di vigneti che vedo distendersi su decine di ettari di terreno. Do allora una voce ad Alberto – responsabile dei vigneti di Petra – che scorgo in mezzo a quello che più tardi scoprirò essere del Cabernet Sauvignon. Sono i primi giorni del viaggio e ho bisogno di capire meglio ciò che ho letto in questi mesi di preparazione riguardo a vino, vigneti, selezioni, tralci, piante, germogli etc.. Leggere va bene; ma camminare poi tra un filare e l’altro, sentire la terra sotto i piedi, fa una bella differenza. Devo prendere le misure del mio racconto, sintonizzarmi sulla vita che tutti i giorni succede qui a Petra, i suoi ritmi. Gli chiedo di darmi una mano a mettere in fila alcune cose; chi meglio di lui. Senza alcuna esitazione, con un grande sorriso e stringendomi la mano, mi porta a sedere intorno a un tavolo della casa che ospita la reception.  In un’oretta mi spiega come è composto il terreno di Petra, cosa succede in questo periodo dell’anno alle varie tipologie di vigneto e cosa succederà loro mese per mese, quali sono le operazioni che vengono effettuate dalle persone che vedo in giro dalla mattina presto, e tante altre cose delle quali prendo scrupolosamente appunti. Sa del mio progetto, sa cosa ho bisogno fare; gliel’ho spiegato. Intuisco anche sappia che più avrò chiare in mente certe cose, le sfumature, le attenzioni a certi particolari,  meglio potrò raccontarle attraverso le mie fotografie. E per essere sicuro che io capisca e abbia qualcosa da rileggere e rivedere in caso di dubbi vari, Alberto prende qualche foglio da un cassetto e inizia a disegnare, illustrandomi i passaggi più importanti per ogni “capitolo“. Alla fine della lezione mi accorgo che il racconto questa volta l’ha fatto lui, con grande professionalità e trasmettendomi la sua passione per questa terra che ha visto nascere e trasformarsi nel tempo.  Avrò ancora bisogno di Alberto, ne sono certo,  e mi auguro di essere un bravo alunno;  perchè qui a Petra, l’avrete intuito,  il “corpo insegnanti” mi pare di assoluto livello. E non voglio certo finire dietro la lavagna ;-)

Il primo buongiorno

A Petra ci sono arrivato la prima volta di notte e l’ho conosciuta la mattina successiva, molto presto, aprendo le imposte della finestra della camera in cui alloggiavo. Ho poi saputo essere una condizione privilegiata. Non tutti hanno infatti la possibilità di dormirci, a Petra. La totalità delle persone che visita la Cantina, arriva e se ne va durante il giorno, senza l’opportunità di vivere di questa specie di “effetto sorpresa”, pur rimanendo incantata da tutto ciò che vede in quelle ore passate al suo interno. Io invece, che per esigenze fotografiche ho la fortuna di potervi soggiornare, ci sono arrivato allo scoccare della mezzanotte. Leggi il seguito di questo post »